Menu Orizzontale Debbie e le piccole cose: Il selvaggio dell'Aveyron, Montessori, ed il selvaggio del litorale romano.

mercoledì 25 aprile 2012

Il selvaggio dell'Aveyron, Montessori, ed il selvaggio del litorale romano.

Agli inizi dell'800, come molti sanno, fu trovato un ragazzo di circa 12 anni nei boschi dell'Aveyron, in Francia. Era cresciuto in maniera selvaggia dopo esser stato abbandonato nei boschi ed il suo corpo era coperto di cicatrici per aver lottato con gli animali e per le cadute dall'alto. Non parlava, non camminava in posizione eretta e reagiva come un selvaggio a qualsiasi contatto umano. Se ne occupò il medico francese Itard, grande ispiratore per gli studi di Maria Montessori, il quale dichiarò che il ragazzo non fosse affetto da un ritardo mentale, ma che fosse stato semplicemente deprivato degli stimoli sensoriali propri della società civile. Due colpi di pistola sparati a distanza minima non lo scalfivano come il rumore di una noce spaccata. Victor, così venne chiamato il ragazzo, reagiva in maniera esagerata alle notti di luna piena, al sorgere del sole e a tutti i fenomeni naturali che avevano riempito la sua vita fino a quel momento. A volte fuggiva nudo sotto la neve e lanciava grida euforiche come un animale. Non tollerava i vestiti e si incupiva spesso per le differenze evidenti tra il luogo in cui era cresciuto e la città di Parigi:  si rifugiava vicino ad una fontana in giardino, il suo sguardo si faceva malinconico e l'unico movimento che riusciva a compiere era lasciar scivolare una foglia sull'acqua.

Itard progettò dei materiali sensoriali per rieducare il ragazzo alla civiltà.
"L’uomo allo stato di natura è inerme e inferiore a diverse specie animali; la superiorità morale che si dice propria dell’uomo è frutto della civiltà; le capacità imitative e di apprendimento, molto attive nei primi anni di vita, si indeboliscono e si irrigidiscono successivamente, così da rendere oltremodo difficile un’acquisizione tardiva del linguaggio; sia per il selvaggio sia per l’uomo moderno sono i bisogni il motore dei processi conoscitivi"
         Tratto da: S. Moravia, Il ragazzo selvaggio dell’Aveyron, Laterza, Bari, 1972.

Affascinata da questa vicenda del selvaggio dell'Aveyron, ho iniziato un percorso educativo con mio figlio. Dopo aver constatato i successi di Itard con Victor, ma anche quelli della Montessori nella Casa dei Bambini di San Lorenzo, per non parlare dei suoi bambini "deficienti" portati allo stesso livello di quelli normodotati, mi sono messa una mano sulla coscienza ed una sul cuore. Mio figlio è un bambino molto coinvolto in tante attività creative, ma fino ad oggi non ho mai cercato di dargli un metodo per aiutarlo ad adattarsi alla civiltà. Questo è il motivo per cui ho iniziato a sperimentare gli esercizi di vita pratica della Montessori ed uno dei più importanti secondo me, vista l'età, è il saper mangiare decentemente da solo

Il Picci mangia da solo da quando aveva 15 mesi ed è diventato molto bravo ad usare cucchiaio e forchetta. Ultimamente però ho iniziato a farlo mangiare sempre sul suo tavolino quando siamo soli io e lui e la differenza con il seggiolone è enorme: non è più costretto a stare fermo, si può alzare volendo, ma sta imparando che si mangia seduti e ci alza alla fine del pasto. Ho detto: sta imparando..questo non vuol dire che stia sempre seduto mentre mangia, ma togliendo dai paragi distrazioni varie iniza a concentrarsi di più. Ho capito anche che quando non è più interessato al cibo inizia a giocarci o a buttarlo per terra, quello per me è il segnale che il pasto è terminato. Gli tolgo il piatto prima che lo butti per terra (cose da lui) e se mi precede lo invito a raccogliere, spesso guidandogli la manina.


Con questo post inizio a raccogliere le mie osservazioni sul selvaggio del litorale romano, sperando con il tempo di notare i progressi compiuti.
     

5 commenti:

  1. Sei fortissima Debbie! Perchè non gli compri una seggiolina alta per sostituire il seggiolone? Ce ne sono di tutti i tipi e tutti i prezzi. Il Topastro ha quella Ikea e la usa da quando aveva due anni e mezzo. Nello studio invece ha una normale sedia su cui ho fissato un alzabimbo in polistirolo, (quelli che si usano in auto ma molto molto economico). Così puoi educare il Picci, oltre ai gesti che facciamo tutti i giorni, anche a condividere il pasto con altre persone ma, come hai scritto tu, in liberta!
    Anche lui è mancino?

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    1. Ciao Claudia, in effetti non ha un seggiolone classico ma una sedia di legno alta, il tavolo si può togliere e la sedia si abbassa anche. Mi piace tantissimo, ma non arriva al tavolo dove mangiamo e quindi, quando la usiamo, devo chiudergli davanti il suo tavolo come un seggiolone classico. Comunque spesso, quando c'è pure Sbubbu, ci sediamo tutti e tre al suo tavolino piccolo, è così fiero di ospitarci! Per il resto mangia con noi nel "seggiolone" con il suo tavolino chiuso, lo metto nel tavolino basso quando siamo soli ed io mangio con lui...infatti ho sfondato una sedia!!! E...si...mancino pure lui;)

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    2. Capito a quali tipi di sedie-seggioloni ti riferisci! Ma dai... tutti e tre sul tavolino eh eh! Immagino che ogni tanto, visto che siete pazzerelli, facciate pure pic nic in salotto. Per terra. Io e Topastro lo abbiamo fatto solo una volta perchè il pavimento è un pochimo scomodo, anche con la coperta sopra.
      Sarà mica che sono i bimbi mancini che hanno questo carattere testardo, sfidano di continuo i genitori, (e non solo. Ieri siamo andati dal pediatra, c'era il sostituto che lui non aveva mai visto... meglio non raccontare).

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  2. E' sempre bello seguire il tuo blog ... a tale proposito passa da me che c'è qualcosa per te :) un bacio

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  3. Anche Simone ha iniziato presto a mangiare da solo, ora però ha la brutta abitudine di arrampicarsi sul tavolo o finito di mangiare vuole sedersi sul tavolo a fare i suoi travasi :-)

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