Menu Orizzontale Debbie e le piccole cose: Nemmeno una fotografia.

giovedì 1 marzo 2012

Nemmeno una fotografia.

Ci sono momenti come questo.
 Nel silenzio di una casa nuova, troppo grande per noi abituati ai piccoli spazi. Con il Picci che fa il riposino pomeridiano nella sua bellissima cameretta. Con le sue cose, i suoi giochi, i libretti che ama.

E poi io.

 Mi preoccupavo tanto per lui, senza aspettarmi che sarei stata proprio io a ricevere lo scossone più grande. Con undici traslochi alle spalle, pensavo, questo sarebbe stato una sciocchezza.
Invece no. Invece mi manca l'altra vita nel nido in cui mio figlio è cresciuto. Mi mancano i primi ricordi con lui, come se questo ennesimo trasloco avesse di nuovo sfasciato e lasciato a me tabula rasa per ricominciare. Stavamo bene lì, nonostante la casa fosse piccola. E staremo sicuramente meglio qui, con l'idromassaggio, il giardino e pure il camino. Però questa casa è vuota.

 Non ha il nostro odore, non conosce i nostri passi.

 Le cose torneranno alla normalità, io qui sul blog a raccontarvi la nostra vita, mille cose da creare, foto da scattare, viaggi da organizzare o da raccontare, un bambino nell'anima che mi scalda l'esistenza.

Ma adesso c'è silenzio.

 Adesso mi sento persa e mi rendo conto di quante altre volte nella  vita mi sia già capitato di provare questo vuoto, questo abbandono.

Adesso non c'è nemmeno una fotografia.

 Ieri ho pianto. Mio figlio girava su se stesso nello sgabuzzino e non riusciva a capire quale fosse la porta per andare nella sua stanza. Può risultare buffa questa immagine, infatti all'inizio ho riso. Poi però l'ho visto perso, l'ho visto sforzarsi mentre elencava le cose che riconosceva della vecchia casa e io gli ripetevo: hai visto che i tuoi amichetti ti aspettavano nella casa nuova? Hai visto che tutti i tuoi giochi sono qui? Siamo usciti e lui continuava a ripetermi: la casa nuova, la casa nuova, la casa nuova. E' felice della novità, è un bambino, ha quella marcia in più che a me manca, quella capacità di staccarsi in fretta dai ricordi. Oppure non è semplicemente in grado di dirlo...

 Ero felice ed emozionata prima di portarlo qui. Poi però, da quando è entrato in casa, da quando ho visto la sua aria smarrita, ho iniziato a sentire il gelo dentro e a chiedermi: cosa proverà davvero mio figlio? Questo vuoto che sento io? Questo abbandono?

Ho bisogno di sentire la vostra voce amiche mie...

23 commenti:

  1. metti della musica e cominciate a ballare e a cantare in questo nuovo nido....e ridete!!!!
    in bocca al lupo!!!!

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    1. si, oggi montiamo lo stereo e poi..."spingeremo il tempo al massimo", come piace al Picci!grazie

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  2. Cara Debbie...non so davvero cosa dirti! Io l'unico trasloco che abbia mai fatto in vita mia è stato quando mi sono sposata e da casa dei miei genitori sono andata nella nostra nuova casa..ma questo non fa testo: eravamo felici per la nostra nuova vita insieme io e mio marito e non vedevo l'ora di andarci.
    Non so cosa si prova in momenti come i tuoi e tanto meno riesco ad immaginare cosa prova un bambino (che poi dipende anche dal carattere del bambino stesso)...Nelle tue parole ho percepito forte questo tuo senso di smarrimento e di vuoto, ma come dici tu sarà solo temporaneo, fino a quando inizierete ad avere i vostri ricordi anche in questa casa e il passato sarà molto piu sbiadito. Del fatto di non avere foto da mostrare e del vuoto che c'è in casa, ricordo che qualche mese fa Chiara (nella mia soffitta), ha scritto la stessa identica cosa dopo il loro trasloco nella nuova casa...Perciò immagino che sia un sentimento comune...
    Ti sono vicina e forse pensare che "la casa siamo noi come famiglia" e non il luogo dove viviamo....forse può aiutare.
    Un bacio grande

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    1. per fortuna il picci ha solo due anni...esiste l'amnesia infantile...forse non si ricorderà della vecchia casa. Sono sicura che le sue emozioni dipendono molto da come noi viviamo gli eventi, mi sto riprendendo dal trauma del trasloco, dalla fatica immensa, da aver passato la settimana scorsa senza di lui: lo vedevamo solo la sera perchè era dai nonni...dove stava benissimo! piccola nota: so che anche tu ami i giochi in legno: scatoloni pesantissimi!!!
      un bacione immenso e grazie per essermi sempre così vicina

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  3. vedrai che in poco tempo la nuova casa diventerà familiare..basterà spargere i vecchi ricordi nella nuova abitazione e poi metterne di nuovi che piano piano tutto apparirà diverso....la novità di arredare, di adattare, potersi muovere in spazi diversi e creativi per il tuo ometto ti metteranno presto il buon umore sono sicura...il tuo bambino non ne soffrirà..il calore familiare lo accompagnerà in questa nuova avventura...cosè poi la vita se non una continua e avventurosa scoperta (almeno per i bimbi...noi a volte ce ne scordiamo presi dalla routine quotidiana) buona organizzazione allora..:P

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    1. aggiungo che il vostro calore aiuta tanto me...e questo aiuterà lui! grazie

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  4. Sto per avventurarmi anch'io nel cambio casa, con la mia piccola abbiamo cercato una casa con giardino, cambiamo paese, ci allontaniamo dagli amici..però avremo la casa che cercavamo che qui non potevamo ottenere. E anche io, ora che sono ancora qui, mi chiedo la sera se sarà la scelta giusta. Prima sono sicura di sì, poi sento la nostalgia per quello che qui ho costruito ed ho. Credo che sia normale, ma penso che il rinnovo porti alla fine giovamento. Ci saranno momenti in cui la solitudine e la malinconia arriverà, ma basta prendere la macchina e si ritrovano i visi amici. E poi la mia bimba si costruirà la sua vita lì, è l'età giusta, sarebbe stato peggio dopo. Un abbraccio

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    1. anche io l'ho fatto in previsione della scuola materna. è una zona bellissima, scrivo dalla veranda dove gli uccellini cantano e il picci è un piano sopra che dorme...per ora nel lettone! non avevo il coraggio di lasciarlo in una stanza nuova di notte...un piano sopra alla nostra! devo dire però che inizia già a piacermi,man mano che le cose tornano al loro posto! un abbraccio e grazie!

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  5. Carissima,
    mi fai piangere.
    Mi guardo intorno e mi ritrovo anch'io circondata da scatoloni, ancora una volta.
    Questa casa è più grande, ha il giardino e la stufa. E' più bella.
    Ma anch'io, nel lasciare quell'altra, ho pianto e singhiozzato girando per i locali che hanno accolto la nostra vita insieme, i nostri primi giorni, la sedia dove mi sono messa il primo giorno a casa tentando di allattare il mio bimbo, lo spigolo dove lui ha battuto la testa, il suo angolino preferito. La nostra camera, dove dormivamo tutt'e tre perchè non c'era la cameretta.
    Insomma, la nostra vecchia casa piena di ricordi ed emozioni.
    L'ho salutata senza riuscire a trattenere le lacrime.
    Tutto questo per scriverti che ti capisco e ti abbraccio!!!

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    1. io ho cambiato tante cose nella mia vita, lavori, città, case. Ma con un bambino...sai cosa intendo.un abbraccio e grazie!

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  6. Cara Debbie... forza! Coraggio!!!
    A dicembre anche noi abbiamo cambiato casa. Siamo passati da un piccolo appartamentino all'appartamento gigante della mia amata nonna Santina.
    Lo stesso senso di vuoto. Il medesimo senso di smarrimento ha assalito per i primi giorni anche noi. No che comunque non entravamo in una casa sconosciuta. Io in questa casa ci sono cresciuta! Io qui ho vissuto la mia infanzia. Alcuni dei momenti più dolci e cari. Qui ho presentato Giacomo ai miei nonni... Purtroppo non sono riuscita a fare in tempo a fargli conoscere il piccolo Davide...
    Ricordo che la sera era il momento più difficile. Quando ci sedevamo intorno al tavolo e la casa ripeteva con un eco le nostre frasi. In alcuni momenti ho sentito anche un profondo senso di angoscia.
    Davide poi che la notte si svegliava e piangeva in piedi rivolto verso la finestra. Perchè nell'altra casa il lettino era girato in senso opposto e da quella parte lui aveva la porta, l'abbraccio dei genitori. E poi vederlo vagare sperduto nelle stanze... Anche io ero così preoccupata per lui...
    E poi nessuna foto. Neanche una.
    Ho iniziato a farne qualcuna solo ultimamente. E sono passati ben tre mesi!!!
    Ho avuto bisogno di aspettare che queste stanze iniziassero ad odorare un pò di noi. A raccogliere qualche nuovo ricordo da tenere stretto al cuore. Non potremmo vivere senza ricordi... è come se fossimo senza storia!!!

    Cara Debbi.. asciuga le lacrime e datti il tempo di adattarti al cambiamento. I bambini in questo sono davvero molto più bravi di noi! Vedrai che presto ritroverai nuove abitudini. Darai vita a tutti gli spazi. Coltiva il tuo giardino. Brucia legna nel tuo camino (anche se fa caldo in questi giorni... :-)).... e sorridi! Presto tutto ritornerà in ordine... vedrai!!!
    un abbraccio grande
    Chiara

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    1. Chiara sentire le tue parole mi ha riempito il cuore. L'immagine di Davide che piange verso la finestra mi ha dato i brividi proprio come il Picci che girava nello stanzino in cerca della porta per la sua camera! So che mi capisci, che se è capitato anche a te che sei così solare...allora è normale. Devo dire che oggi va già molto meglio, ieri abbiamo acceso il camino perchè la casa era fredda e il picci si è portato i giochi davanti al camino: lui ha già trovato i suoi spazi!grazie amica virtuale;)
      ps: ci vieni a trovare?

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    2. Vi vengo a trovare eccome! :-)
      E se volete venite anche voi da noi! Che a noi ci piace un sacco avere amici per cena o per pranzo! :-)
      Ci sentiamo per mail così ci mettiamo d'accordo...

      Intanto sono felice di sapere che oggi stai meglio....
      Che sei una mamma forte... una mamma SUPER!!!
      ti abbraccio...

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  7. Ciao Debbie! Non posso capire fino in fondo il tuo smarrimento perchè io mi sono traferita solo da casa dei miei genitori nell'appartamento dove abito ora. Però ti sono vicina e sono sicurissima che anche questa nuova casa diventerà piano piano un nido di ricordi. Magari la prima volta che aprirai la porta di casa dopo aver fatto una corsa sotto una pioggia torrenziale, o stanca dopo aver affrontato una giornata dura. Vedrai il divano, il camino acceso. Oppure le prime foto del Picci che corre in giardino... :-)
    E poi deve essere bello poter organizzare gli spazi, appendere quadri, decidere dove mettere ogni oggetto.
    Un abbraccio!

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    1. mi sei mancata, le vostri voci amiche mi rendono già il tutto più familiare!

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  8. cara Debbie! come ti capisco. io ho girato mezzo mondo e non mi sono mai sentita a casa da nessuna parte. ho mille ricordi belli, ma nessuno di "nido". In 10 mesi mio figlio ha vissuto a Parma, Ferrara, Salerno e Roma. Ho ricordi sparsi ovunque e ogni tanto mi sento persa. Io adotto la tecnica dello spargere il nostro odore mettendomi a cucinare ovunque, del seminare le nostre voci cantando e suonando (anche da stonati, anche senza essere musicisti), del marcare il territorio cucendo stupidaggini in cui mi (ci) riconosco, Funziona, almeno per me. Una cosa che piace molto agli uomini di casa e farsi il bagno insieme per festeggiare l'arrivo (o il ritorno) in qualche casa... voi avete anche l'idromassaggio... In bocca al lupo!

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    1. ylenia ma sai che il picci è terrorizzato dall'idromassaggio? non lo abbiamo ancora potuto accendere perché ha paura del rumore! comunque ho seguito il tuo consiglio, ho cucinato ( a modo mio) e l'odore si è attaccato alle pareti rendendo questa casa un pò più nostra! mamma mia...anche tuo figlio sarà nella carovana con il Picci un giorno? io dico che gireranno il mondo, troppa noia vivere sempre nello stesso posto per chi è abituato come loro!

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  9. cara debbie, capisco bene come ti senti. Io ho traslocato a luglio, leo aveva poco più di due anni. Siam passati da un minimonolocale senza balcone a una bella casetta col giardino, la stanza per lui, la taverna.
    Eppure i primi tempi sono stati durissimi. Leo voleva tornare nella casa piccola, piangeva perché non trovava i suoi giochi, i suoi cassetti… e io mi sentivo un'estranea in questa casa, comprata arredata, un po' per risparmiare, un po' con la scusa di "cambiarli fra un po' e di avere un'altra volta una casa nuova".
    Ogni tanto mi sento ancora di passaggio, non riconosco i rumori, gli odori, mi sembra tutto strano, abituata ai piccoli spazi….
    Un po' di nostalgia di quando dormivamo in 3 nel letto a una piazza e mezza, di quando dovevamo spostare il tavolo per aprire il frigo mi è rimasta, anche se ora lo vedo andare in bicicletta in taverna, giocare a palla in giardino, pasticciare con la terra e so che è stata una scelta giusta.

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    1. si fiorella, è stata la scelta giusta. Lo abbiamo fatto per farli stare meglio e ci teniamo nel cuore il ricordo del primo nido a tre...E' bellissima l'immagine di voi 3 nel letto a una piazza e mezza: sarà perché mi risulta tanto familiare? un abbraccio cara

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  10. Mi spiace non aver risposto al tuo appello per tempo. Non sai quanto. E' che sono stata assente dalla rete, e poi ho dovuto fare i conti con un ritorno che ha convogliato la quasi totalità delle mie energie mentali e della mia concentrazione.
    A quanto pare mi sono persa un passo importante.
    Dai, che bello però, avere una casa nuova nuova, dove poter scrivere da zero la vostra vita da qui in poi, e col fagotto dei ricordi che vi portate da quella vecchia. Sì lo so che partire è u po' morire, ma a me in genere la fase del riordino è quella che dà più energia e allegria. E' quella precedente (dello smantellamento) che in genere mi deprime.
    E comunque non faccio un trasloco serio da almeno 8 anni, chissà che cambiare ora non sarà traumatico anche per me, quando hai alle spalle già un bel pezzo di vita a tre...
    Ma lo so che ti sarai già rialzata, ché sei una mamma, e non una qualsiasi eh! una delle più cazzute in circolazione! ;-)
    No, cioè, sai pure aggiornare i feed! :-D
    E riguardo al Picci: capisco il tuo senso di impotenza di fronte al suo smarrimento, ma una volta qualcuno mi disse che i bambini ogni tanto vanno anche un po' scombussolati, che non si fossilizzino nelle nostre fissazioni, nelle nostre convinzioni sulla loro presunta debolezza. Anche se ora pensi che gli possa mancare il terreno sotto i piedi non dimenticare che il suo principale terreno siete voi due, i suoi fantastici genitori. Non è lui il bambino che è partito in treno alla conquista dell'Olanda questa estate?
    Facile dare consigli, ma anche io ho sofferto come te quando ho creduto che il passo della Libia fosse stato troppo grosso per le sue corte gambette. Oddio, non che sia stato indolore, ma lei ne è uscita alla grande, e questa esperienza l'ha fatta crescere molto, l'ha resa più autonoma e più forte.
    Animo su!

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    1. Già, mi sono ripresa subito ma era un percorso necessario. Staccarsi dai ricordi di quella casa per scriverne di nuovi: sono pronta...siamo pronti. Mi piace la frase che hai scritto sullo scombussolare i bambini, sarà che mi assolve? Comunque il Picci è felicissimo, pensa che non vuole uscire per stare nella casa nuova! ci venite a trovare?

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    2. Guarda che io gli inviti li prendo sul serio... certo che veniamo! (e fu così che ebbe fine la loro presunta "amicizia" virtuale... >D)

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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