Aderisco raccontando come sono diventata mamma perché il resto lo sapete...
Ti pensavo prima ancora che venissi al mondo. Prima ancora di concepirti. Se mi guardo indietro, tra gli attimi della mia vita-senza-te, prima-di-te, ho ricordi incantati di quel sogno: in India, dopo un giro della morte sulle montagne tra Mysore e Coimbatore, dove per la prima volta ho pensato che fosse arrivato il momento di metterti al mondo, che la vita non fosse eterna, che non volevo spezzare il cordone dell'umanità senza donare alla vita un figlio.
Che questo giro di giostra, come direbbe Terzani, non avrebbe avuto senso senza di te.
Dopo un anno eri già dentro, nel caldo dell'utero, in quel cuore di donna che custodisce l'umanità. Eri lì, ed io non lo sapevo. Eri lì, ed io non capivo perché le lacrime fossero di colpo così salate, così piccanti, così dolci.
Ho disegnato un aquilone sullo specchio del bagno una sera di Marzo: è così che ho detto a papà Sbubbu che sarebbe diventato padre. Che c'era un Pinolino tra noi, a spiare dal buco del piercing le nostre reazioni. Abbiamo pianto stretti stretti. Finalmente lo liberavi dal peso della figliolanza. Finalmente mi inebriavi della grazia della fertilità: sentivo di portare in grembo il mondo intero, di essere Madre natura in persona. Entravo nelle stanze come un 'ape regina, prima la pancia, enorme, a punta, e poi io. A sei mesi ero a letto con le contrazioni e ci sarei stata fino alla tua nascita: 4,360kg di bambino a 37settimane, tirato fuori per non farmi esplodere.
Cosa ricordo di quella notte? L'estasi.
Il primo sguardo che hai rivolto a tuo padre nella culla termica.
La voce di un'ostetrica: "Questo bambino è un poeta". Guardavi fuori dalla finestra con occhi intensi che sembrava cercassi di vedere le stelle ed è stato allora che ho capito che mi eri uscito proprio dall'anima. Che tu, solo tu, sapevi davvero cosa ci fosse dentro di me perché era da lì che venivi e lo avresti custodito come un tesoro.
Così sono diventata mamma.
Così siamo morti come figli.
Al mio poeta cuor di Leone...
