E' diventato pesante, cordinato, più bello. Ha un caschetto biondino tipo Nino D'Angelo, ma questa è la parte meno affascinante.
Bello è il suo sorriso accattivante e quegli occhi scrutatori che ti spogliano l'anima.
Bello è che dice mamma, nonna, pappa, papà, ca(acqua), ca-ca(cacca), etto(questo).
Bello è che fa 'ciao' in due modi diversi: come il papa (mezzo giro a destra e mezzo a sinistra) ed aprendo e chiudendo la manina.
Ha imparato a fare la linguaccia, a tirare i baci, a ballare. Sa nebulizzare un piatto di pastina in un solo spruzzo e mandare messaggi al cellulare che dicono: dbefbcwòbcx. Sempre a zio Adriano, poverino, che è il primo in rubrica. Se non sono messaggi, sono telefonate: in Australia o al centralino dell'Alitalia.
Gattona mentre dorme, si fa l'applauso nel sonno. Da quando ha compiuto un anno, vuole che gli canti "tanti auguri a te" tutti i giorni perché gli piace far finta che si vergogna. Una sera l'ho sentito russare e chiamare "nonna" allo stesso tempo. La prima parola che dice al mattino è "pap-pa", dopo di che spernacchia al buio, in piedi nel letto, oppure si aggrappa alle apette e salta. Questa mattina aveva deciso che doveva infilarmi un calzino di lana in bocca mentre dormivo e non c'era verso di placarlo.
Fa pipì e popò nel water, gli piace guardarsi mentre la fontanella schizza verso l'alto e poi torna giù: è in quei momenti che inizia a sentire il potere dell'essere uomo. Ometto...Si alza sulla tavoletta per scaricare e riguarda in basso.
Vuole che gli si cambi il pannolino solo a pancia in giù ed ha il viziaccio di infilare i piedi con i calzini sotto al rubinetto quando gli lavo le mani. Si accarezza la pancia con il borotalco ed ama farsi i grattini come il padre: gli piace così tanto che, puntualmente, fa pipì sul fasciatoio.Ha imparato a pettinarsi (a modo suo...) e lo fa anche con lo spazzolino da denti.
Non ci pensa per niente a camminare, gattona allegramente e se lo tiri sù arriccia le gambe sotto al sedere come quei vermi che quando li tocchi si arrotolano. E non ha denti, nemmeno un cecio.
Pensa che i fiori si mangino come la frutta.
E' dolce, furbo.Tira i baci se lo rimproveri. Ride dopo aver spruzzato la minestrina perché tanto lo sa che quando mi giro e faccio finta di lavare i piatti sto ridendo pure io.
E' il re del telecomando, anche se poi di guardare la tv non gliene frega proprio niente: lui vuole avere solo il potere, come ogni uomo che si rispetti.
Al supermercato si mette ad urlare "pappa" come un indemoniato appena vede la piramide dei mandarini, fa girare la gente ma questo non lo disturba affatto, anzi.
Ama un solo bambino al mondo: il cuginetto che, poverino, a forza di sentirselo incollato lo ha soprannominato "cozza".
Dorme con braccia e gambe allargate come un rospo, se possibile a pancia in giù, con quella balla di fieno in bella mostra sulla nuca.
Soffre il solletico ai piedi, il che rende pressocché impossibile misurargli le scarpe al negozio: inizia a ridere e le commesse dietro a lui.
Ha paura del frullatore e dell'aspirapolvere. Gli piacciono i cani. Ama guardarsi allo specchio. Ogni tanto si tira i capelli per capire se sono i suoi oppure no. E' buffo. Tanto...
Batte i piedi, capisce: "clap your hands", oppure "open your mouth ", ma esegue solo se lo vuole lui. Quando mangia si strofina una mano sull'orecchio: vuol dire che è buono, che gli piace. Fa lo stesso gesto per dire che una canzone è bella, o che una persona gli sta simpatica. E' appassionato di pance: ci batte le mani e le spernacchia con la bocca. Se vuole dire che qualcosa è morbido o tenero, se la porta sulla guancia e piega leggermente la testa.
Tra sua madre ed un pezzo di pane, lui sceglie senza dubbio il secondo. Però prima vengono i mandarini! Per quelli venderebbe sua madre e pure suo padre in stock. E forse, ma non ne sono sicura, anche sua nonna.
Sua nonna? Ma che! Che dico? No...per lei darebbe via il ciuccio!