E' stata una decisione sofferta, inaspettata. Questo potrebbe essere il post più strappalacrime e patetico che io abbia mai scritto, di cui forse mi pentirò. E' come l'ultimo giorno di una vacanza durata quasi tre anni: faccio i fagotti piangendo, tremando...ma sono pronta.
Pronta a salutare chi ha viaggiato con me, chi mi ha amato e pure chi mi ha odiato.
Ci vuole coraggio per essere blogger, per dare a chiunque la possibilità di ispirarsi o criticare la tua vita, il tuo modello genitoriale, le tue riflessioni intime.
Ho cominciato, come tutte, per caso.
Ero incinta e non potevo muovermi: due mesi immobile nel letto, con il pc che mi teneva compagnia. Mi chiedevo se, una volta mamma, avrei avuto la possibilità di continuare a viaggiare con il mio bambino, se la mia vita sarebbe completamente cambiata. E' stato lì che ho scoperto Mammagiramondo, la prima compagna virtuale in un momento di isolamento forzato, di paura, di solitudine. Non smetterò mai di ringraziarla per avermi fatto scoprire il potere di condivisione della rete, per avermi incoraggiato quando mio figlio aveva nove mesi e programmavo un tour della Bretagna. A lei va il mio più grande abbraccio virtuale. Non credo che sappia quanta compagnia mi abbia fatto negli ultimi mesi della mia gravidanza, quanto affetto io nutra per lei e riconoscenza per avermi trattato come una vecchia amica.
Poi c'è stata Mamma Claudia, la mia prima follower. Avevo scritto appena qualche post, non capivo ancora niente della rete, ma lei mi aveva dato coraggio e fiducia. Perché? Non lo so. Con il tempo abbiamo scoperto che i nostri figli sono gemelli nati da madri diverse...ci siamo sfogate e capite, io ridevo delle marachelle di Topastro e lei di quelle del Picci. Vista dall'esterno, l'indole peperina dei nostri bambini era più tollerabile, addirittura divertente!
Suster, sorella mia. Non so cosa ci accomuni, non l'ho ancora capito, ma è qualcosa di profondo.
"Io non so fare le cose che fai tu", mi dice.
"Ed io non so tutte le parole difficili che sai tu" le rispondo.
Ultima, ma non meno importante: Chiara. Ho scoperto il suo blog un sera di quasi due anni fà e l'ho letto tutto in una notte. Ho avuto modo di affacciarmi nella sua soffitta anche dal vivo, in occasione dell'incontro tra le mamme blogger di Roma, ed ho avuto il bisogno fortissimo di abbracciarla, di raccontarle il mio imbarazzo e l'ansia di incontrarla finalmente dal vivo.
"Non faccio così paura, no?" mi ha detto.
No, non era lei a farmi paura, ma il timore che dal vivo qualcosa fosse diverso. Quel giorno me ne sono andata come un'adolescente innamorata, l'ho pensata tutto il giorno e tutto il giorno dopo, perchè l'abbraccio reale è stato intenso almeno il doppio di quelli che ci eravamo scambiati virtualmente.
Ho riflettuto tanto sul lasciare o meno questo blog. Mi fa soffrire l'idea di non poter più condividere, di non potermi più esprimere con parole e fotografie. Le parole e la fotografia sono le modalità con cui riesco ad esprimermi meglio ed io sento forte il bisogno di far fluire l'energia che scorre dentro di me. Ho così deciso di fare un passo indietro, ma non voglio sparire completamente da chi mi ha scritto in privato tante volte, chi mi ha aperto il cuore più di quanto abbia fatto io. In rete non è possibile dire tutto, non sai mai chi è dietro allo schermo, in che modo sconosciuti possano usare il tuo dolore, le tue debolezze. Ho protetto le mie zone d'ombra, ma mi sono soffermata a ricordare alle persone che non è tutto oro quello che luccica, che c'è luce e buio in ognuo di noi.
Vi chiedo scusa se, a volte, ho condiviso attimi di felicità, ma non di dolore. Il mio blog è seguito da persone della vita reale che non meritano di bersi le infezioni della mia anima, che non meritano di preoccuparsi per cose che posso gestire da sola. Mi da sofferenza l'idea di appesantire gli altri con le mie angosce, anche se a volte ne ho accennato.
Debbie e le piccole cose è stata ispirazione per molte mamme in cerca di idee e lavoretti da proporre ai propri bimbi, qualcuno mi ha espresso la frustrazione per non giocare abbastanza con i propri figli, per non riuscire a fare quello che faccio io. Nemmeno io so fare quello che fate voi, mamme lavoratrici alle prese con orari terribili, non so cucinare quello che cucinate voi, non so lasciare mio figlio senza avere la sensazione che il mondo stia crollando, anche quando so che è esattamente il contrario, non so stirare e non so fare altre mille cose. So creare cose semplici, è vero, è la terapia della mia anima, un bisogno che nasce da dentro, qualcosa che mi appartiene nel profondo, che mi fa stare bene. Mio figlio non sarà più felice di altri bambini perché la mamma gli ha fatto il castello o la casa di pannolenci: ci sono tanti modi, tante vie diverse per arrivare allo stesso punto ed ognuno usa gli strumenti che ha a disposizione.
Se avessi avuto la possibilità economica, anche io sarei stata una Mammagiramondo.
Se avessi avuto la capacità di fare una meringa senza renderla cancerogena, anche io avrei cucinato delizione merende al mio bambino come Chiara.
Se avessi avuto il dono dell'autoironia come Suster, sarei affondata e riemersa milioni di volte senza portarmi addosso tutti questi cerotti.
Se avessi avuto un bambino dolce e vivace come Mamma Claudia...no aspè...quello ce l'ho pure io!
Ho condiviso con voi quello che più sentivo mio, quello che sapevo fare meglio, quello che mi piaceva. Alcune mamme hanno preso spunti creativi dal mio blog, come da molti altri, alcune me lo hanno detto, altre no...ma l'ho scoperto dalle statistiche.
In questo non vi abbandono. Ho aperto un nuovo blog, in cui non compare nemmeno un post al momento, ma è quello a cui mi dedicherò nei prossimi mesi per condividere ancora lavoretti, giochi con i bambini e qualche tutorial in più. Ci saranno sempre le mie emozioni e le mie riflessioni, ma non il viso di mio figlio: alla soglia dei quattro anni, inizio ad avere il bisogno di rispettare la sua privacy. E' una necessità insorta nell'ultimo mese e che mi sento di rispettare perché non farlo mi angoscia. Tra qualche anno i suoi amichetti inizieranno a navigare in rete e non mi va che scoprano quanto la mamma fosse fiera della sua prima cacca solida, o che vedano le sue espressioni buffe...per metterlo in ridicolo. E' una mia necessità, un'ansia stupida ma che posso superare solo in questo modo.
Se volete restare in contatto con me, seguitemi sul nuovo blog oppure scrivetemi a: masaimara06@yahoo.it.
Per chi non lo sapesse, vi ricordo anche il blog di Ciccio Sognatore, a cui sto lavorando con la collaborazione di un poeta pazzo che sfascia la maggior parte di quello che costruisco, ma costruisce anche insieme a me.
Non sono brava con gli addii, con i distacchi, con le perdite. Spero di ritrovarvi sul nuovo blog, di non perdermi troppe persone strada facendo, perché mi avete dato tanto senza saperlo...ma non sono capace di esprimerlo. Non mi bastano le parole, ma vi ringrazio con il cuore in mano, con il cuore che palpita, con la riconoscenza verso chi mi ha ascoltato senza nemmeno conoscermi e chi mi ha scritto con il cuore in mano, lasciando traccia nella mia anima.
Copio e incollo due commenti che mi hanno segnato nel profondo.
Nel primo caso mi ha emozionato molto l'immagine del Santuario:
"...è successo che mi sono trovata sulle ali della Luce io stessa, che mi ha portato in questo suo mondo, speciale persona che è Lei, la creatrice del Blog...Mamma speciale, artista e scrittrice...che racconta la Vita,vivendola;educa il suo bambino,educando anche noi con la stessa dolcezza dei sensi,l'intelligenza dell'Animo...Non so se ho espresso anche minimamente il mio pensiero ma la ringrazio,mi inchino e indietreggio verso "l'uscita" dal suo blog, con le spalle verso la porta...cosi come esco da un Santuario...Grazie!"
La maggior parte dei commenti che ho ricevuto nel tempo sono stati da parte di mamme. Il più intenso, però, è stato quello di una figlia, una ventenne capace di guardarsi dentro con un'intensità molto simile a quella che sentivo io alla sua età.
"Sono un'aspirante psicologa infantile (ho vent'anni, sono ancora alla triennale) e proprio lunedì, durante una lezione di Psicologia Dinamica, ho avuto modo di pensarti. Si parlava di Winnicott e del suo concetto di "madre sufficientemente buona". Ora non sto a dirti di cosa si tratta perchè, se non ricordo male, hai letto/studiato qualcosa di pedagogia/sociologia e dunque saprai benissimo cosa si intende. All'inizio della spiegazione non riuscivo a capire fino in fondo il concetto ma all'improvviso mi sei venuta in mente tu e il tuo blog e tutto mi è parso più chiaro.
Penso che Leonardo sia un bimbo davvero fortunato perchè non a tutti capita di avere una madre così presente affettivamente, emozionalmente e fisicamente. Il mio post preferito, non a caso, è quello di poco tempo fa "Compassione". Mi hai strappato non poche lacrime... :)
Io ho avuto un'infanzia mediamente felice ma mia madre e i miei genitori in generale non sono mai riusciti a darmi un supporto fisico ed emotivo reale. Ricorderò per sempre quando, avrò avuto dieci anni, mi avvicinai una sera a mia madre allargando le braccia per un abbraccio e lei si scansò rifiutando il mio gesto e reprimendo una mia emozione. Da lì ho iniziato a non osare più fisicamente con le persone fino ai 17 anni quando, grazie alla ragazza che amo, ho ricominciato a vivere e a esternare i miei sentimenti fisicamente. Ora l'abbraccio è per me la cosa più significativa che esiste da riservare alle persone a cui voglio bene. Ti racconto questo non perchè voglio tu abbia compassione di me ma perchè ti voglio dire che sei una madre speciale e che devi continuare così. Non abbandonare mai emotivamente tuo figlio, nemmeno quando sembrerà la persona più chiusa del mondo. Passerà tutto e saprà scoprire quanto lo ami, lo hai amato e lo amerai e ti cercherà e ti amerà ancora e sempre di più. Continua a sostenerlo, continua a non aver paura e a non fargli avere paura delle sue emozioni chè sono le "cose" che ci rendono vivi e capaci. Continua così come fai perchè stai crescendo un uomo che renderà più buono e colorato il mondo. Un Uomo con la U maiuscola. Adoro la sua creatività e ogni volta che posti qualche foto dei suoi capolavori, resto a guardare per minuti. Mi affascina la mente dei bimbi, non per niente sarà quello il mio futuro lavoro(sperosperospero).
Fai i complimenti a papà Sbubbu perchè, anche se la sua figura ogni tanto è solo un'ombra buona sul blog, quando riappare è sempre per raccontare qualche episodio di vita in cui si nota la sua profondità d'animo e il vostro amore infinito come FAMIGLIA.
Grazie per il blog e grazie per condividere queste perle di vita con noi. Siete speciali."
Le risposi di pancia, come se parlassi a mio figlio ventenne, come se quella ragazza fosse un pò anche figlia mia, come se parlassi un pò anche alla figlia che ero stata.
"Hai confermato che si sopravvive. Anche se il rifiuto di un abbraccio può essere una ferita immensa per il cuore delicato di un bambino, anche se porti questa cicatrice sul cuore, anche se hai sofferto e magari ne soffri ancora... tu sei diventata una persona capace di sentire con il cuore. La tua preziosa testimonianza è la prova che le madri possono sbagliare, ma la forza dei figli è infinita. Grazie per il tuo preziosissimo commento, me lo porterò stretto al cuore ogni volta che mio figio allungherà le braccia verso di me e...come ho fatto oggi con te...mi fermerò per ringraziarlo. Con grande affetto, debbie"
.
Chissà se leggerà mai queste righe, se si riconoscerà nelle sue parole...
Questo è un monito per tutte le mamme, un invito a non far mancare ai bambini la cosa più importante, l'unica che conta davvero: l'amore. Non c'è lavoretto in grado di gratificare ed aumentare l'autostima in un bambino quanto un abbraccio d'amore. Mi sono permessa di pubblicare questa importante testimonianza per ricordare che, nonostante l'impegno, sbagliamo continuamente...ma i figli hanno dentro la forza della vita.
Devo fermarmi. Allontanarmi in punta di piedi, così come sono entrata. Uscire dal tempio ringraziando...
Il blog resterà on line ancora qualche giorno per dare il tempo a chi non mi segue su facebook o blogger di salutarci. Se avete intenzione di seguirmi nel nuovo blog, ancora da scrivere, questo è il link.
Se invece sentite che il nostro viaggio insieme è finito qui, sappiate che siete stati la forza che ha animato il blog...che mi avete dato quello che io, spero, ho dato a voi. I vostri commenti mi hanno tenuto compagnia, mi hanno fatto riflettere, mi hanno consolato, mi hanno dato amore!
Per darmi il colpo di grazia, questa lo dedico a voi...
Grazie...
Pronta a salutare chi ha viaggiato con me, chi mi ha amato e pure chi mi ha odiato.
Ci vuole coraggio per essere blogger, per dare a chiunque la possibilità di ispirarsi o criticare la tua vita, il tuo modello genitoriale, le tue riflessioni intime.
Ho cominciato, come tutte, per caso.
Ero incinta e non potevo muovermi: due mesi immobile nel letto, con il pc che mi teneva compagnia. Mi chiedevo se, una volta mamma, avrei avuto la possibilità di continuare a viaggiare con il mio bambino, se la mia vita sarebbe completamente cambiata. E' stato lì che ho scoperto Mammagiramondo, la prima compagna virtuale in un momento di isolamento forzato, di paura, di solitudine. Non smetterò mai di ringraziarla per avermi fatto scoprire il potere di condivisione della rete, per avermi incoraggiato quando mio figlio aveva nove mesi e programmavo un tour della Bretagna. A lei va il mio più grande abbraccio virtuale. Non credo che sappia quanta compagnia mi abbia fatto negli ultimi mesi della mia gravidanza, quanto affetto io nutra per lei e riconoscenza per avermi trattato come una vecchia amica.
Poi c'è stata Mamma Claudia, la mia prima follower. Avevo scritto appena qualche post, non capivo ancora niente della rete, ma lei mi aveva dato coraggio e fiducia. Perché? Non lo so. Con il tempo abbiamo scoperto che i nostri figli sono gemelli nati da madri diverse...ci siamo sfogate e capite, io ridevo delle marachelle di Topastro e lei di quelle del Picci. Vista dall'esterno, l'indole peperina dei nostri bambini era più tollerabile, addirittura divertente!
Suster, sorella mia. Non so cosa ci accomuni, non l'ho ancora capito, ma è qualcosa di profondo.
"Io non so fare le cose che fai tu", mi dice.
"Ed io non so tutte le parole difficili che sai tu" le rispondo.
Ultima, ma non meno importante: Chiara. Ho scoperto il suo blog un sera di quasi due anni fà e l'ho letto tutto in una notte. Ho avuto modo di affacciarmi nella sua soffitta anche dal vivo, in occasione dell'incontro tra le mamme blogger di Roma, ed ho avuto il bisogno fortissimo di abbracciarla, di raccontarle il mio imbarazzo e l'ansia di incontrarla finalmente dal vivo.
"Non faccio così paura, no?" mi ha detto.
No, non era lei a farmi paura, ma il timore che dal vivo qualcosa fosse diverso. Quel giorno me ne sono andata come un'adolescente innamorata, l'ho pensata tutto il giorno e tutto il giorno dopo, perchè l'abbraccio reale è stato intenso almeno il doppio di quelli che ci eravamo scambiati virtualmente.
Ho riflettuto tanto sul lasciare o meno questo blog. Mi fa soffrire l'idea di non poter più condividere, di non potermi più esprimere con parole e fotografie. Le parole e la fotografia sono le modalità con cui riesco ad esprimermi meglio ed io sento forte il bisogno di far fluire l'energia che scorre dentro di me. Ho così deciso di fare un passo indietro, ma non voglio sparire completamente da chi mi ha scritto in privato tante volte, chi mi ha aperto il cuore più di quanto abbia fatto io. In rete non è possibile dire tutto, non sai mai chi è dietro allo schermo, in che modo sconosciuti possano usare il tuo dolore, le tue debolezze. Ho protetto le mie zone d'ombra, ma mi sono soffermata a ricordare alle persone che non è tutto oro quello che luccica, che c'è luce e buio in ognuo di noi.
Vi chiedo scusa se, a volte, ho condiviso attimi di felicità, ma non di dolore. Il mio blog è seguito da persone della vita reale che non meritano di bersi le infezioni della mia anima, che non meritano di preoccuparsi per cose che posso gestire da sola. Mi da sofferenza l'idea di appesantire gli altri con le mie angosce, anche se a volte ne ho accennato.
Debbie e le piccole cose è stata ispirazione per molte mamme in cerca di idee e lavoretti da proporre ai propri bimbi, qualcuno mi ha espresso la frustrazione per non giocare abbastanza con i propri figli, per non riuscire a fare quello che faccio io. Nemmeno io so fare quello che fate voi, mamme lavoratrici alle prese con orari terribili, non so cucinare quello che cucinate voi, non so lasciare mio figlio senza avere la sensazione che il mondo stia crollando, anche quando so che è esattamente il contrario, non so stirare e non so fare altre mille cose. So creare cose semplici, è vero, è la terapia della mia anima, un bisogno che nasce da dentro, qualcosa che mi appartiene nel profondo, che mi fa stare bene. Mio figlio non sarà più felice di altri bambini perché la mamma gli ha fatto il castello o la casa di pannolenci: ci sono tanti modi, tante vie diverse per arrivare allo stesso punto ed ognuno usa gli strumenti che ha a disposizione.
Se avessi avuto la possibilità economica, anche io sarei stata una Mammagiramondo.
Se avessi avuto la capacità di fare una meringa senza renderla cancerogena, anche io avrei cucinato delizione merende al mio bambino come Chiara.
Se avessi avuto il dono dell'autoironia come Suster, sarei affondata e riemersa milioni di volte senza portarmi addosso tutti questi cerotti.
Se avessi avuto un bambino dolce e vivace come Mamma Claudia...no aspè...quello ce l'ho pure io!
Ho condiviso con voi quello che più sentivo mio, quello che sapevo fare meglio, quello che mi piaceva. Alcune mamme hanno preso spunti creativi dal mio blog, come da molti altri, alcune me lo hanno detto, altre no...ma l'ho scoperto dalle statistiche.
In questo non vi abbandono. Ho aperto un nuovo blog, in cui non compare nemmeno un post al momento, ma è quello a cui mi dedicherò nei prossimi mesi per condividere ancora lavoretti, giochi con i bambini e qualche tutorial in più. Ci saranno sempre le mie emozioni e le mie riflessioni, ma non il viso di mio figlio: alla soglia dei quattro anni, inizio ad avere il bisogno di rispettare la sua privacy. E' una necessità insorta nell'ultimo mese e che mi sento di rispettare perché non farlo mi angoscia. Tra qualche anno i suoi amichetti inizieranno a navigare in rete e non mi va che scoprano quanto la mamma fosse fiera della sua prima cacca solida, o che vedano le sue espressioni buffe...per metterlo in ridicolo. E' una mia necessità, un'ansia stupida ma che posso superare solo in questo modo.
Se volete restare in contatto con me, seguitemi sul nuovo blog oppure scrivetemi a: masaimara06@yahoo.it.
Per chi non lo sapesse, vi ricordo anche il blog di Ciccio Sognatore, a cui sto lavorando con la collaborazione di un poeta pazzo che sfascia la maggior parte di quello che costruisco, ma costruisce anche insieme a me.
Non sono brava con gli addii, con i distacchi, con le perdite. Spero di ritrovarvi sul nuovo blog, di non perdermi troppe persone strada facendo, perché mi avete dato tanto senza saperlo...ma non sono capace di esprimerlo. Non mi bastano le parole, ma vi ringrazio con il cuore in mano, con il cuore che palpita, con la riconoscenza verso chi mi ha ascoltato senza nemmeno conoscermi e chi mi ha scritto con il cuore in mano, lasciando traccia nella mia anima.
Copio e incollo due commenti che mi hanno segnato nel profondo.
Nel primo caso mi ha emozionato molto l'immagine del Santuario:
"...è successo che mi sono trovata sulle ali della Luce io stessa, che mi ha portato in questo suo mondo, speciale persona che è Lei, la creatrice del Blog...Mamma speciale, artista e scrittrice...che racconta la Vita,vivendola;educa il suo bambino,educando anche noi con la stessa dolcezza dei sensi,l'intelligenza dell'Animo...Non so se ho espresso anche minimamente il mio pensiero ma la ringrazio,mi inchino e indietreggio verso "l'uscita" dal suo blog, con le spalle verso la porta...cosi come esco da un Santuario...Grazie!"
La maggior parte dei commenti che ho ricevuto nel tempo sono stati da parte di mamme. Il più intenso, però, è stato quello di una figlia, una ventenne capace di guardarsi dentro con un'intensità molto simile a quella che sentivo io alla sua età.
"Sono un'aspirante psicologa infantile (ho vent'anni, sono ancora alla triennale) e proprio lunedì, durante una lezione di Psicologia Dinamica, ho avuto modo di pensarti. Si parlava di Winnicott e del suo concetto di "madre sufficientemente buona". Ora non sto a dirti di cosa si tratta perchè, se non ricordo male, hai letto/studiato qualcosa di pedagogia/sociologia e dunque saprai benissimo cosa si intende. All'inizio della spiegazione non riuscivo a capire fino in fondo il concetto ma all'improvviso mi sei venuta in mente tu e il tuo blog e tutto mi è parso più chiaro.
Penso che Leonardo sia un bimbo davvero fortunato perchè non a tutti capita di avere una madre così presente affettivamente, emozionalmente e fisicamente. Il mio post preferito, non a caso, è quello di poco tempo fa "Compassione". Mi hai strappato non poche lacrime... :)
Io ho avuto un'infanzia mediamente felice ma mia madre e i miei genitori in generale non sono mai riusciti a darmi un supporto fisico ed emotivo reale. Ricorderò per sempre quando, avrò avuto dieci anni, mi avvicinai una sera a mia madre allargando le braccia per un abbraccio e lei si scansò rifiutando il mio gesto e reprimendo una mia emozione. Da lì ho iniziato a non osare più fisicamente con le persone fino ai 17 anni quando, grazie alla ragazza che amo, ho ricominciato a vivere e a esternare i miei sentimenti fisicamente. Ora l'abbraccio è per me la cosa più significativa che esiste da riservare alle persone a cui voglio bene. Ti racconto questo non perchè voglio tu abbia compassione di me ma perchè ti voglio dire che sei una madre speciale e che devi continuare così. Non abbandonare mai emotivamente tuo figlio, nemmeno quando sembrerà la persona più chiusa del mondo. Passerà tutto e saprà scoprire quanto lo ami, lo hai amato e lo amerai e ti cercherà e ti amerà ancora e sempre di più. Continua a sostenerlo, continua a non aver paura e a non fargli avere paura delle sue emozioni chè sono le "cose" che ci rendono vivi e capaci. Continua così come fai perchè stai crescendo un uomo che renderà più buono e colorato il mondo. Un Uomo con la U maiuscola. Adoro la sua creatività e ogni volta che posti qualche foto dei suoi capolavori, resto a guardare per minuti. Mi affascina la mente dei bimbi, non per niente sarà quello il mio futuro lavoro(sperosperospero).
Fai i complimenti a papà Sbubbu perchè, anche se la sua figura ogni tanto è solo un'ombra buona sul blog, quando riappare è sempre per raccontare qualche episodio di vita in cui si nota la sua profondità d'animo e il vostro amore infinito come FAMIGLIA.
Grazie per il blog e grazie per condividere queste perle di vita con noi. Siete speciali."
Le risposi di pancia, come se parlassi a mio figlio ventenne, come se quella ragazza fosse un pò anche figlia mia, come se parlassi un pò anche alla figlia che ero stata.
"Hai confermato che si sopravvive. Anche se il rifiuto di un abbraccio può essere una ferita immensa per il cuore delicato di un bambino, anche se porti questa cicatrice sul cuore, anche se hai sofferto e magari ne soffri ancora... tu sei diventata una persona capace di sentire con il cuore. La tua preziosa testimonianza è la prova che le madri possono sbagliare, ma la forza dei figli è infinita. Grazie per il tuo preziosissimo commento, me lo porterò stretto al cuore ogni volta che mio figio allungherà le braccia verso di me e...come ho fatto oggi con te...mi fermerò per ringraziarlo. Con grande affetto, debbie"
.
Chissà se leggerà mai queste righe, se si riconoscerà nelle sue parole...
Questo è un monito per tutte le mamme, un invito a non far mancare ai bambini la cosa più importante, l'unica che conta davvero: l'amore. Non c'è lavoretto in grado di gratificare ed aumentare l'autostima in un bambino quanto un abbraccio d'amore. Mi sono permessa di pubblicare questa importante testimonianza per ricordare che, nonostante l'impegno, sbagliamo continuamente...ma i figli hanno dentro la forza della vita.
Devo fermarmi. Allontanarmi in punta di piedi, così come sono entrata. Uscire dal tempio ringraziando...
Il blog resterà on line ancora qualche giorno per dare il tempo a chi non mi segue su facebook o blogger di salutarci. Se avete intenzione di seguirmi nel nuovo blog, ancora da scrivere, questo è il link.
Se invece sentite che il nostro viaggio insieme è finito qui, sappiate che siete stati la forza che ha animato il blog...che mi avete dato quello che io, spero, ho dato a voi. I vostri commenti mi hanno tenuto compagnia, mi hanno fatto riflettere, mi hanno consolato, mi hanno dato amore!
Per darmi il colpo di grazia, questa lo dedico a voi...
Grazie...













